AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
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Bologna, 25 giugno 2008
Agli organi di informazione
Loro Sedi
COMUNICATO STAMPA
BOLOGNETTI 2008
Vicolo Bolognetti 2 - BOlogna
Post Contemporary Corporation
Ultimo concerto a Bologna
Venerdì 4 Luglio ore 21.30
Zekkini: voce, xilofono di bambù, campanelli
Giulio Sangirardi: chitarra elettrica, teremin
Antony Othi: laptop.
Grande serata con Post Contemporary Corporation che presenterà il nuovo 12” "Manzotin Mantra", edito da Musica di un Certo Livello/ Misty Circles; è una compilation di remix del suddetto brano, reinterpretato da una scelta schiera di band che si è avvicinata nel tempo all’ideale postcontemporaneo: TourdeForce, Sandblasting, Obsil, Der Feruerkreiner, Sandro Codazzi, Malato e Spiritual Front.
Presente inoltre un documento eccezionale per la sua rarità: un estratto del comizio postcontemporaneo tenuto a Milano Marittima nel 2007 davanti ad una folla entusiasta di patrioti.
Anche quest’anno, il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica della PCC creerà un'atmosfera di catarsi cosmica tale da trasformare il concerto in un mini rave, o ancor meglio in un'adunata di visionari e psiconauti.
L'addetto stampa
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Les Jumeaux Discordants se formó durante el año 2005 en Italia, y es el resultado de la unión de dos proyectos independientes entre sí. Roberto Del Vecchio es frontman de The Last Hour, un proyecto que ha conseguido asomar la cabeza en un par de recopilatorios del género neofolk y experimental, entre los que destacan “Flowers Made Of Snow”, un doble CD editado por Cold Meat Industry. Por otro lado, Aimaproject era otro proyecto existente desde 1996 que había cultivado hasta el momento diversos campos del arte y la expresión, como pueden ser la fotografía, la poesía o la música. El resultado de la unión de ambos ha sido lo que hoy se nos presenta, Les Jumeaux Discordants.LES JUMEAUX DISCORDANTS avait pour privilège d’entamer la série de concerts. Bien qu’arborant un nom francophone, ce projet est italien. C’est un projet récent (2005), né de la fusion de deux autres existants à savoir AIMAPROJECT et THE LAST HOUR. Symbiose entre l’expressif – Aimaproject travaille également sur la poésie et possède son propre studio de photographie – et la musique sombre et menaçante de Roberto Del Vecchio (The Last Hour et Gothica), Les Jumeaux Discordants distille une musique froide et dérangeante, avec une impression de fragilité en toile de fond, sous la menace d’une atmosphère pesante et rituelle.
Ils commencèrent avec le profond « Malédiction », histoire de bien nous plonger dans l'ambiance, et fut suivi par l'angoissant « Le Destin ». Les transalpins, avec leur musique rituelle constituée de boucles simples mais très efficaces, sont d’ailleurs souvent cités comme une sorte de relève au groupe culte The Moon Lay Hidden Beneath a Cloud. Bien que facile, la comparaison avec ce dernier n’en est pas moins logique : on retrouve le coté mystique et récitatif, magnifié par la voix froide et troublante d’Aimaproject. La suite fut composée de « Être », puis « The White Nursery », tiré du split ICYDAWN/AIMAPROJECT Il Tagliacarte - L’Angelo - I Fantasmi, split réalisé avec le projet tessinois ICYDAWN. L'excellent « Almus Spiritus » clôtura le set du premier live en mettant la barre assez haut pour la suite et cela pour notre plus grand plaisir.
www.myspace.com/lesjumeauxdiscordants
La Misty Circles con grande Orgoglio vi informa che .........
Tratto dal referendum di Ritual 2007
BAND / ARTISTA ESORDIENDE
Migliore
AngelSpit
The Horrors
FaderHead
Rome
SpectraParis
Peggiore
Tokyo Hotel
Jesus On Extasy
LadyTron
FrightDoll
ZombieGirl
Molti voti positivi anche per Edge of Dawn, Asbury Heights, e Emily Autumn.
Fra le band Italiane citate anche Hexperos, MALATO, Phoenix & the Oracle, A Toys Orchestra.
Ancora una volta abbiamo fatto Centro nel panorama della musica sotterranea italiana.
Recensione tratta da http://www.erbadellastrega.it/

Recensione tratta da http://www.vampiri.net/
Recondita stirpe
di Gabrielle de Lioncourt
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Non sono una "critica musicale" e neppure capisco molto di musica, come dico spesso vado a "pelle" quello che mi colpisce di questo CD � la voce calda sensuale e malinconica su una musica dura, marziale che "stona" con essa. Proprio questo stridente contrasto, accompagnato dalla tromba che ricorda i vecchi film di Sergio Leone sono gli ingredienti che mi hanno fatto apprezzare queste canzoni.
Ma non c'è tensione in questo suono, semmai rassegnazione e tormento.
Nella main song, Devotion, non siamo all'inizio di un duello con le pistole sotto il sole cocente, ma ci troviamo con la mente di fronte alla conta dei cadaveri, all'immagine di un forte Alamo distrutto, ascoltando il lamento dei moribondi, passeggiando accanto ad essi respirando l'odore del sangue.
I Recondita Stirpe riescono in questa opera "evocativa" in cui si sente fortemente la mano ispiratrice del "maestro" Ennio Morricone.
Ai più può sembrare una scelta "strana", non propriamente "dark", ma chi scrive vuole enfatizzare le immagini evocate dai brani di questo combo genovese che si affaccia sulla scena musicale dopo significative e importanti esperienze dei suoi componenti.
Inoltre è da apprezzare la componente strumentistica, numerosa e variegata che non toglie nulla al senso di oppressione, tutt'altro, lo valorizza in qualcosa di, se non proprio nuovo, quantomeno originale nel rapimento dell'ascoltatore in questa passeggiata marziale e cadenzata.
Un pezzo come questo sicuramente fa pensare alla maggior parte degli ascoltatori che di "gothic" ne esiste più di un tipo.
Eppure, resta l'unico termine per classificare un tipo di atmosfera semplice, ma carica di sensazioni e malinconia che pochi pezzi riescono ad esprimere.
Il lavoro dei Recondita Stirpe è sicuramente per intenditori, per chi sa apprezzare la ricerca di atmosfere e il tocco quasi "popolare" che questi musicisti hanno voluto dare alle loro creazioni.
La ricerca dell'assonanza delle due voci con una musica resa volutamente ripetitiva che tende a trasportare l'ascoltatore, lascia trasparire uno studio alla base del folk-goth della band genovese, studio che si radica nelle usanze e nelle sonorità dei popoli europei, non disdegnando una composizione che evoca immagini, aspetto tipico di molte colonne sonore.
