AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
atrofact in La Misty Circ...
utente anonimo in La Misty Circ...
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
visitato *loading* volte

AIN SOPH - II / CD ![]()
Misty Circle / Old Europa Cafe (ita) MCR 22 / OECD 037
今年夏に惜しくも解散、80's初期より活動していたイタリアはローマの超重鎮バンドAin Soph。85年自身らによる"Misty Circle"レーベルより発表された同タイトルのテープ作(91年には"Atro.Fact"レーベルとの共同でLP化あり)をオリジナルとしするCD化作。01年同国"Old Europa Cafe"レーベルとの共同リリース。沼に浮かぶよう不気味冷やかに淀めくエレクトロニクス・ドローンや濁々したエフェクトを纏い呪文を唱えるように展開されてゆくヴォイス、巨大な鐘が壁の向うより響いてくるかのように反復してゆく不明瞭な残響ノイズや、ピアノが重厚に溶解したような鬱々と轟く駆動音、不協和を奏でる不吉なシンセや霧状に発酵してゆくノイズ帯などが、鬱蒼と流れ出してはゆっくりと絡み合い醸すように充満してゆく。彩度全てを掻き消し、体温というものを一切感じさない亡霊たる音像、深い闇の果てにて幾千もの鑞の灯火が厳粛に煙を巻き上げ、主の身そのものの輪郭を奪ってゆくような深淵の音情景その凄まじさ。イタリアン・リチュアル・ノイズの祖にして最高峰たる極北の漆黒オブスキュア・エリアが際なく敷かれ延々と連なっている、不屈の名作。因に"Old Europa Cafe"レーベルHP上で流れている音源が本作一曲目です。
Ain Soph
"Live In London"
cdr
ltd 100
Produced by Misty Circles and Wolf Age it will be available
from 5 October 2005 at the price of 10 Euro , plus shipping.
This cd is an exclusive distribution of HR!SPQR.
Your preorders are welcome!
Your preorders are welcome!
Spectrae: The long waited and planned new album of Ain Soph will be release as solo project of the vocalist/guistarist SPECTRAE , out on cd on November 2006.
All infos , requests , etc to :



Parte di recensione tratta dal sito di Rosa Selvaggia.
http://www.rosaselvaggia.com/treffen05live8.htm
naturalmente MCR ringrazia sia RosaSelvaggia webZine che OfLorenz per l'articolo sugli Ain Soph.
+++++++++++++++++++++++++++++++++
Reportage by Oflorenz
Lunedì 16 Maggio 2005
Solo l’idea che in serata vedremo i mitici connazionali Ain Soph mi consola in questo triste lunedì conclusivo del Treffen. E’ sempre malinconico l’ultimo giorno, si pensa già al ritorno in patria, nella grigia realtà lavorativa di tutti i giorni.
Ma bando alla tristezza, oggi non solo c’è Ain Soph, ma prima anche Nebelhexe e Qntal, per cui eccoci entusiasticamente in marcia verso Clara Tzenkin Park, location ove si trova l’affascinante arena del Parkbuhne. ....................................................
...........................................................................................................
Quando i Qntal terminano la loro esibizione è l’ora di trasferirsi nuovamente, in vista dell’appuntamento con il gruppo che ci renderà orgogliosi (una volta tanto) di essere italiani: Ain Soph. Il clima fuori dall’Anker è davvero allegro e cameratesco, con ClauD E D I. che gironzola sfoggiando una colorata t-shirt di Circus Joy, mentre Albin e Marthynna di Der Blutharsch scherzano con amici e componenti del loro gruppo, e tracannano vino a turno da un pintone. Presente fra il pubblico anche Andreas Ritter di Forseti con relativa compagna, mentre la bella giornata tiene fuori dall’Anker parecchia gente, intenta a divorare wurstel viennesi e toast piuttosto che seguire le bands precedenti gli Ain Soph (per la cronaca i Novalis si stanno esibendo in questo frangente, ma purtroppo anche noi ce li perdiamo).



Quando le 22 si avvicinano il locale pian piano si riempie, e la nostra curiosità è davvero tanta: non vedo Ain Soph da tempi memorabili, e non so davvero cosa attendermi dallo show di questa sera. In realtà fin dall’intro le cose decollano alla grande: le note di “GPIIBXVI”, uno dei vecchi brani ritual-esoterici degli esordi, avvolgono la sala dell’Anker, con Spectrae che suona alcune sinistre note di flauto.
Intanto un imponente ClauD E D I di rosso vestito, con basco bordeaux e occhiali scuri, posa impettito con braccia conserte di fronte al suo synth, e via subito con “Datemi pace” ad aprire le danze, unico brano della serata tratto dal lavoro “Ain Soph” del 1992.
Il concept “Oktober”, dedicato all’Unione Sovietica, ed “Aurora”, incentrato su vicende ambientate nella Repubblica di Salò, fanno la parte del leone nel corso della serata. Ricordiamo così le imponenti “Uljanov” e “Morte e disonore” dal primo, mentre per Aurora le tracce proposte sono addirittura quattro: “White Guard”, “Amanti tristi”, “Pistolet Automatique” e l’immortale “Cuore Nero”. Logicamente questa è la dimostrazione della svolta stilistica che il gruppo ha attraversato negli ultimi anni, con “Magick” e Cabala che hanno lasciato spazio a concept albums riguardanti periodi storici assai duri ma anche affascinanti, come il comunismo sovietico od il ventennio fascista, con tutti i loro aspetti peculiari e relative contraddizioni. Di conseguenza anche lo stile musicale è passato da un dark/esoteric ambient strumentale ad un folk maggiormente basato sulla forma canzone, comunque mai piatto o scontato, anzi intriso occasionalmente di sano e geniale rumorismo in vero ed inconfondibile stile Ain Soph.
Autentico tripudio per il cavallo di battaglia “Baltikum”, proposto anche da Der Blutharsch (bella la versione cantata in italiano da Marthynna in “Time is thee enemy” !) ed anche per questo così noto qui in Germania. ClauD E D I allunga il suo piccolo synth ad un ragazzo nelle prime file, esortandolo a suonare liberamente, mentre il resto della band dilata la cavalcata strumentale con GPC al basso, Spectrae alla chitarra ed alla batteria l’instancabile Steve Stroll: l’effetto è travolgente, mi sembra di sentire i Velvet Underground al top di un bel trip nei tempi del Max’s Kansas!!
Baruffa invece quando una manciata di cd (chissà cos’erano aaaarghhh!!) viene lanciata in mezzo al pubblico, e divertentissima la cover di “Ragazzo di strada” riproposta alla grande dai nostri: il pubblico sembra apprezzare davvero questo tocco di “italianità”! (mi ricordo vagamente una versione fatta dai Corvi!)
“Sarò un giorno abbastanza puro da riflettermi nelle lacrime dei santi?” si chiede ClauD E D I. in “Lacrime e santi”. Già. Noi, da parte nostra, dopo questo show ci sentiamo puri ed incontaminati, certi di aver preso parte ad un evento quanto mai raro e speciale. Forti di cotanta certezza, ci incamminiamo verso il nostro albergo di Riebeckstrasse: la festa è finita, e se la salute ci sostiene, vi diamo appuntamento alla Pentecoste 2006, per la quindicesima edizione del più grande Goth-gathering del mondo!


La Misty Circles records ringrazia la redazione di Rosa Selvaggia per la recensione del concerto dal vivo di uno dei suoi migliori gruppi, ma tiene a precisare senza voler fare troppa polemica ma per diritto di cronaca e di replica al miope recensore "Scream" che riporta nella'articolo velate allusioni, che molte delle persone vestite in divisa (modo di vestire di tutti coloro che amano la musica NeoFolk), indossavano divise della germania dell'est con annessi simboli dell'epoca di prima che il muro venisse abbattuto.
Inoltre il pubblico presente era all'Anker per un festival in cui suonavano per 4 giorni vari gruppi Industrial/NeoFolk e non solo gli Ain Soph..
+++++++++Articolo tratto dal sito di Rosa Selvaggia - http://www.rosaselvaggia.com/+++++++++++++++++
Mi muovo in direzione dell’Anker per vedere gli Ain Soph.
Questa nuova location non l’avevo ancora visitata e si rivela essere una degna sostituta dell’ Haus Leipzig. Il contorno al concerto infatti è il medesimo, ovvero, teutonici in divisa militare completa, soldatesse con tanto di bustina in testa, rune e simboli che richiamano un passato germanico non molto “simpatico” e purtroppo mai sopito. Dopo aver raggiunto Of ed essermi gustato un wurstel alla viennese, ovvero semplicemente bollito, da intingere nella senape con una fettina di pancarré di accompagnamento, mi piazzo in prima fila per il concerto dei nostri.
La musica proposta dagli Ain Soph è molto varia, da brani oscuri ed industriali ad altri in stile cantautorale, passando attraverso una cover di Ragazzo di Strada, brano lanciato dai Corvi e recentemente ripreso da Tonino Carotone. E vedere tedeschi in divisa nazista andare in visibilio per brani come questo mi sembra una cosa irreale, tanto da farmi pensare che forse non capendo le parole non sanno neppure cosa stanno ballando, convinti che sia un brano dedicato a rinverdire i fasti del loro recente passato.
A fine concerto, la consapevolezza che anche per quest’anno i quattro giorni magici sono terminati, riporta alla luce la stanchezza di questi giorni e quindi con il prode OF ci si incammina velocemente verso l’albergo, ben consapevoli che ci attenderà un triste ritorno alla realtà italiana.
Ma domani è un altro giorno….
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++