MISTY CIRCLES

AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984

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venerdì, 28 aprile 2006

Kannonau - Kannonau

KANNONAU
“Kannonau”
(Misty Circles/HR!SPQR)
Time: (19:17)
Kannonau è un trio composto da Daniele Giustra (percussioni e
tastiere),
Gabriele Fagnani (voce) e Mirella Nania (tastiere), dedito al più
classico
neofolk di stampo Death In June e non solo... L’EP - composto da 5 song
e
limitato a 100 esemplari - mette in luce una certa vena malinconica
sottolineata dall’uso delle keyboards, che in alcuni tappeti possono
ricordare anche l’approccio wave-oriented di Novalis o dei primi In My
Rosary. Bene anche il recitato di “Tragedia D’Amore e Di Morte” (lyrics
tratte da Gabriele D’Annunzio), mentre convincono a metà i due brani
cantati
in italiano, che sottolineano quel mood epico/evocativo che potremmo
riallacciare ad alcune cose sperimentali di Dernière Volonté. Insomma,
le
premesse per emergere nel fitto e contorto panorama neofolk
internazionale
ci sono tutte, visto che per adesso si viaggia ben oltre la
sufficienza, ma
per vincere bisognerà osare di più…
Paolo Trerotoli 6,5

"Aut Caesar Aut Nihil"
www.hauruckspqr.com

Postato da: atrofact a 17:57 | link | commenti |

martedì, 25 aprile 2006

Siete sicuri di essere veramente stati liberati?.

Che non era tutto un complotto capitalista per rendervi schiavi delle banche?

Tutto quello che sai è FALSO!

Buona giornata di festa!

Postato da: atrofact a 14:53 | link | commenti |

domenica, 23 aprile 2006

44

MistyCirclesRecords

augura buon compleanno a

 Spectre, ClauDEDI e Steve Stroll.

Postato da: atrofact a 14:24 | link | commenti |

martedì, 18 aprile 2006

Mushroom`s Patience - Eh?

Mushroom`s Patience

Eh?

di Aldo Volpe


L`atroce dubbio
Secondo capitolo dello Studio di Fonologia Industriacustica di Roma, una collana sonora atta a dare anima acustica a sonorità industriali. Poca elettronica, molti suoni naturali. Nel caso dei Mushroom’s Patience, “Eh?” è il lamento interrogativo dell’uomo post-umano. Un uomo che va oltre la generale definizione dell’essere umano, tutto rilegato all’interno di una lunga e stramba traccia di quasi un’ora di durata. Un loop infinito che nasce il mattino per prendere congedo la sera. Nel mezzo, una serie di rumori alienati, stralunati ed ipnotici che hanno origine da luoghi ed oggetti di provenienza puramente terrena. Musica? Folle bisogno di sperimentare? Oppure è il lamento che ogni tanto fischia nei solchi digitali la chiave di tutta la vicenda? Forse nessuna di queste o tutte messe insieme. Ipotesi assurde a parte, il progetto di Raffaele Ceroni non manca di aggiungere mondi paralleli più inquietanti ed accattivanti alla noia di una vita scossa da sterili abitudini.

Postato da: atrofact a 17:57 | link | commenti |