MISTY CIRCLES

AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984

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venerdì, 30 giugno 2006

Nuova produzione su MISTY CIRCLES RECORDS numero di catalogo MCR62.

RECONDITA STIRPE

La nuova frontiera sonora del NeoFolk Italiano.

Vendita e distribuzione in esclusiva attraverso HAURUCK!SPQR.

Recondita Stirpe
Cd-r in 7"
format case
ltd 100

A fresh new band from Genova , pure italian folk music!

Recondita Stirpe e una generazione silente che vive nascosta in seno ad una societa che ha perso la coscienza della propria origine e della propria identita.
Vive nell'ombra mantenendo alto il proprio livello di vigilanza, in mezzo ad una popolazione affetta da una forma di letargia della coscienza, e ne monitorizza i movimenti in attesa di un prossimo salto di paradigma.
(available from 1/07/06)
Per informazioni e richieste contattare:
http://www.hauruckspqr.com/
info@hauruckspqr.com

 

Postato da: atrofact a 16:28 | link | commenti |

giovedì, 22 giugno 2006

Recensione tratta da www.kronic.it

Post Contemporary Corporation - Gerarchia Ordine Disciplina

Post Contemporary Corporation

Gerarchia Ordine Disciplina

di Tommaso Ottaviani


Dell`Arte. E di molto altro ancora
Eccolo, alla fine (fine?), il disco outsider dell’anno, su cui ammetto di arrivare leggermente in ritardo (ci scuserà chi di dovere); la nuova meteora, la istantanea perla di nulla che prende forma dal nulla e al nulla torna subito dopo. Quello che, se dovessi seguire il cuore, beccherebbe 5/5 tranquillo, ma capisco che ci sia qualcosa tra chi scrive e chi ascolta, soprattutto a livello di “stima incondizionata” che non permette l’omologazione. Comunque, non pensate di poter resistere, sareste dei poveri di spirito. Non pensate nemmeno di tirare paragoni, qui siamo oltre ogni tipo di musica civile. La protesta zecchiniana è piuttosto quanto più anticivile si possa concepire oggi anno domini 2006 (rimandi futuristi da manifesto omonimo a parte), eppure ci tocca così da vicino e così nel profondo che non possiamo esimerci da amare considerazioni (su di noi come Italiani, su di noi come “occidente” inteso in un certo modo, su di noi come umanità pensante o sedicente tale).

Zecchini non canta, Zecchini declama (evitiamo, ribadisco, ogni paragone, soprattutto il sopravvalutato e estremamente fuori luogo “OfflagaDiscoPax di destra”; per carità, i termini e la visione sono assolutamente inconciliabili), Zecchini (che poi sarebbe meglio Zekkini) vive la sua visione da bolognese estraneo alla cultura della propria città, in un certo senso del proprio Paese e, in un qualche mo(n)do del tutto personale, anche esterno per pacatezza e lucidità d’immagine al Mondo stesso. Manifesti programmatici a schermare e evitare (“Manifesto Di Fondazione Del Futurismo (1999 Remix)”), visioni d’insieme cariche d’ironia e di disprezzo per la società contemporanea, forme di protesta tutto fuorché vacue e sterili, solo terribilmente lucide (“Mondo Fluttuante”), l’italiano accanto allo spagnolo (“Madre de Diòs”), con innesti musicali oltre ogni classificazione (le chitarre di Dario Parisini, i beat di Luca Oleastri, più l’aiuto di Giulio Sangirardi e Roberto Passuti scarnificano, accompagnano, amplificano la narrazione del nostro provocatore non-occasionale, sempre che di “semplice” provocatore si tratti, ma a questo dubbio possiamo solo rispondere con una convinta speranza).

Parrebbe semplice chiudere con un estratto di questo piccolo, grandioso capolavoro, eppure risulterebbe così banale e rarefatto. Questa volta abbandono ogni possibile posizione "scrittore-lettore" e mi metto tra voi e i PCC: non vi consiglio di ascoltarlo, vi chiedo di farlo. Un disco che può e deve fare molta strada prima di vedere riconosciuto il suo reale valore: abbiamo davanti secoli di moralismo benpensante che ci permettono di tenere gli occhi chiusi anche quando sappiamo che dovrebbero rimanere sbarrati, figuriamoci le orecchie. Per dirla in maniera semplice, “Abajo la inteligencia, viva la muerte”

Postato da: atrofact a 15:25 | link | commenti |

martedì, 20 giugno 2006

La prima formazione dei Circus Joy (1985)

Circus Joy, 1985, Photo by Art Production Studios

from left: ClauDEDI, Corrado Mancini, Klarita Pandolfi, Rebecca, Anna

 

Postato da: atrofact a 17:32 | link | commenti |

Bellissima e infiammata discussione nel forum di Fuori dal Mucchio sul gruppo rivelazione del XXI secolo i PCC, godetevi queste (per il momento) 39 pagine di parole in libertà

http://forum.ilmucchio.it/showthread.php?t=26182&highlight=post+contemporary

La Misty Circles ringrazia personalmente tutti coloro che nella loro ottusa e cieca caccia alle streghe e paura per tutto ciò che suona diverso  e può mettere in discussione la tranquillità delle loro squallide, grigie e tristi certezze di vita, hanno contribuito con così tanta pubblicità gratuita alla nostra produzione discografica che è andata  esaurita in poco tempo.

Continuate così, parlatene male che per noi è un bene.

ancora grazie dalla MCR

Postato da: atrofact a 17:20 | link | commenti (3) |

mercoledì, 14 giugno 2006

SPECTRE: MANTRA VOLUNTATIS
CD: Hau Ruck! SPQR VIII
[2006]
Ltd x 1000



Mantra Voluntatis
House Of The King
Melody
Signore Non Son Degno
Warhol I
Apocalypse
Next Time (feat. Albin Julius)
E a uno a uno
La lunga Via
Gli Amanti Tristi (shadow version)

Hailed as the new 'Ain Soph' album, or as a development from their last album “Oktober”, "Mantra Voluntatis" is the solo project of vocalist and musician, Spectre, whose lengthy paeans of atmospherics and post-modern folk are woven into Warholian abstractions and psychedelic goety. Though the reference to the legendary Italian act and its singer/songwriter will help sales this album has a puissance that can easily be enjoyed without the fore-knowledge of a welcome bias.

Seemingly desultory, Spectre’s music is an expansion of the avant-garde rather than unmethodical experimentation, reminding one of Novy Svet and Ô Paradis’ latest commingling in “Destello de Estrellas en la Frente”, but with far more vivacity and panoply of sound. Refreshing insouciance infects all the tracks, no irruptions of noise, no hooded swarms of ambient drones, just languid tracks, nay, songs to supplant the listener into elegiac bliss. Peculiar electronic chirps, beeps, wield their selves to stoned dub beats and fragrances of acoustic guitar, with the familiar semi-spoken - ala Ain Soph - Italian verse. All of the songs are original save for ‘House of the King’ and ‘Melody’, while on the song ‘Next Time’, Albin Julius collaborates in the electronic mad song fuzzed with walls of distorted guitar for a memorable recherché. The weird and dark hone their edges among nearly all of the songs, even in the waltzing Amanti Tristi with its Lynchian cowboy blues, and if anything this album completely transcends "Oktober" in terms of stark comparison. Lovers of Ain Soph and Death in June, Novy Svet will find much to enjoy here.

Released in a digifile case, for all intense purposes a digipak without a tray, with the disc slipping inside, the release is of a nicely glossed monochromatic design with photos of Spectre among darkly glistening Italian city streets at night. Liner notes are accompanied by a short dissertation by Andy Warhol. Once again HauRuck! SPQR deliver another regal addition to their sodality.

NYR

Postato da: atrofact a 17:53 | link | commenti |

martedì, 13 giugno 2006

Circus Joy Live at Linux Club Roma

Postato da: atrofact a 14:26 | link | commenti |

domenica, 11 giugno 2006

July, 15 2006 at ex-mental hospital
s. maria della pietà, monte mario, roma,
Cost: your own will

misty circles and gattoalieno recs. present: "SENTI-MENTAL HOSPITAL" featuring: MALATO (claudedi, steve stroll, yugin and eranot) DBPIT with marioFOB LENDORMIN with Helena Velena

Postato da: atrofact a 15:47 | link | commenti |

mercoledì, 07 giugno 2006

Fuori Dal Mucchio Numero Giugno '06
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Post Contemporary Corporation

Post Contemporary Corporation

Gerarchia Ordine Disciplina
MDL/Misty Circles/Old Europa Café

Con la loro interpretazione del "Manifesto di fondazione del Futurismo" i Post Contemporary Corporation ricalcano le strategie espressive di certo underground post industriale che, tra la fine degli '80 e i primi '90, ha trovato anche in Italia eccellenti interpreti in band come Officine Schwartz e Disciplinatha. Non è un caso dunque che la formazione contempli nelle sue fila quello stesso Dario Parisini, già colonna portante di quest'ultimo storico gruppo. Elettronica sporca e viscerale che diviene veicolo di declamazione ideologica, tra istintività punk e attitudine danzereccia. Pur apprezzando l'impatto e la forza comunicativa di "Ordine Gerarchia Disciplina", non possiamo pertanto esimerci dal constatarne il carattere sostanzialmente derivativo. Discorso differente merita invece l'aspetto tematico che – sempre partendo dall'esaltazione della tecnologia meccanica, espressione della potenza e temerarietà dell'uomo moderno – culmina in una provocatoria invettiva contro l'irriverente edonismo della società occidentale, tanto accesa da risultare disturbante, come "il terrore di una bellezza antica e feroce". E non si capisce fino a che punto l’irriverenza di Zekkini – la cui espressione figurativa è sintetizzata in un paio di fotografie riprodotte all’interno della confezione – sia dettata da spirito critico o si esaurisca su se stessa (http://pccorp.altervista.org).

Fabio Massimo Arati

Postato da: atrofact a 15:00 | link | commenti |

Spectre 

Spectre
Mantra Voluntatis
HR!SPQR
Runore N°173 – Giugno 2006 – pag 69
Voto – 4/5
 
( VITTORE BARONI )
 
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Che gli Ain Soph fossero il progetto guida dell’area italiana del “ folk apocalittico “ era appurato da tempo, ma le precedenti esperienze in proprio della voce e chitarra della formazione romana Marcello Fra ioli (alias Spectre) non ci avevano preparato all’eccellenza di Mantra Voluntatis.
Album che si apre con la sinuosa e lenta cadenza melodica, da Gainsbourg in chiave gotica, della title-track semi-recitata in latino con calda voce effettata. Rimando non casuale, dato che poco più in là si ascolta la curiosa versione italiana di una pagina del capolavoro di S.G. Melody Nelson, preceduta dalla cover di un brano dark-prog dei vecchi Focus. Non basta, giacchè vicino a inappuntabili ballate dark-folk troviamo altre bizzarrie, troviamo il montaggio di risate e pattern elettronici di Apocalypse, l’accattivante inno electro-rock Next Time con coro dell’ospite di pregio Albin Julius, una fosca trama bluesistica con testo da E.A. Poe.
 

Postato da: atrofact a 14:46 | link | commenti |

Spectre 

SPECTRE
Mantra Voluntatis
HAURUCK!SPQR
CD – 11tr – 53:28
 
Blow Up N°97 – Giugno 2006 – pag.74
Voto 7
( Paolo Bertoni)
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La tormentata anima artistica di Marcello Fraioli, Spectrae negli Ain Soph, ma anche Circus Joy, non si smentisce nell’eclettico esordio solista di “Mantra Voluntatis”. Un disco che vuole spiazzare ma senza artifici, che a tratti sembra frutto di una estemporaneità che non contempla legacci creativi e vaga randagio disinteressandosi di una meta. Così al pezzo che inaugura e titola il disco, una ballata in latino – lingua che si riaffaccia sui miasmi psichedelici di Signore non sono degno – che contagia nella sua insistita iterazione anche testuale e che comprime le potenzialità di un crescendo che potrebbe deflagrare anthemico, seguono due cover smarrenti, House of ther King dei Focus e Melody, resa in italiano, da Gainsbourg, continuando poi a sbandare senza timori tra una versione quasi cooderiana di Amanti Tristi di Ain Soph, Maine Ehe, una stralunata ballad che procede sussurrando Warhol tra spunti neoclassici e cosmici, la benvenuta parentesi psycho-esoterica di Apocalypse, Next time che rockeggia con Albin Julius al coro, ed il folk puro di La lunga via che rivendica una sua atipicità con un testo in cui Fra ioli veste panni pellerossa.
 

Postato da: atrofact a 14:35 | link | commenti |