AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
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Nuova produzione su MISTY CIRCLES RECORDS numero di catalogo MCR62.
RECONDITA STIRPE
La nuova frontiera sonora del NeoFolk Italiano.
Vendita e distribuzione in esclusiva attraverso HAURUCK!SPQR.

Recensione tratta da www.kronic.it

Dell`Arte. E di molto altro ancora
Eccolo, alla fine (fine?), il disco outsider dell’anno, su cui ammetto di arrivare leggermente in ritardo (ci scuserà chi di dovere); la nuova meteora, la istantanea perla di nulla che prende forma dal nulla e al nulla torna subito dopo. Quello che, se dovessi seguire il cuore, beccherebbe 5/5 tranquillo, ma capisco che ci sia qualcosa tra chi scrive e chi ascolta, soprattutto a livello di “stima incondizionata” che non permette l’omologazione. Comunque, non pensate di poter resistere, sareste dei poveri di spirito. Non pensate nemmeno di tirare paragoni, qui siamo oltre ogni tipo di musica civile. La protesta zecchiniana è piuttosto quanto più anticivile si possa concepire oggi anno domini 2006 (rimandi futuristi da manifesto omonimo a parte), eppure ci tocca così da vicino e così nel profondo che non possiamo esimerci da amare considerazioni (su di noi come Italiani, su di noi come “occidente” inteso in un certo modo, su di noi come umanità pensante o sedicente tale).
Zecchini non canta, Zecchini declama (evitiamo, ribadisco, ogni paragone, soprattutto il sopravvalutato e estremamente fuori luogo “OfflagaDiscoPax di destra”; per carità, i termini e la visione sono assolutamente inconciliabili), Zecchini (che poi sarebbe meglio Zekkini) vive la sua visione da bolognese estraneo alla cultura della propria città, in un certo senso del proprio Paese e, in un qualche mo(n)do del tutto personale, anche esterno per pacatezza e lucidità d’immagine al Mondo stesso. Manifesti programmatici a schermare e evitare (“Manifesto Di Fondazione Del Futurismo (1999 Remix)”), visioni d’insieme cariche d’ironia e di disprezzo per la società contemporanea, forme di protesta tutto fuorché vacue e sterili, solo terribilmente lucide (“Mondo Fluttuante”), l’italiano accanto allo spagnolo (“Madre de Diòs”), con innesti musicali oltre ogni classificazione (le chitarre di Dario Parisini, i beat di Luca Oleastri, più l’aiuto di Giulio Sangirardi e Roberto Passuti scarnificano, accompagnano, amplificano la narrazione del nostro provocatore non-occasionale, sempre che di “semplice” provocatore si tratti, ma a questo dubbio possiamo solo rispondere con una convinta speranza).
Parrebbe semplice chiudere con un estratto di questo piccolo, grandioso capolavoro, eppure risulterebbe così banale e rarefatto. Questa volta abbandono ogni possibile posizione "scrittore-lettore" e mi metto tra voi e i PCC: non vi consiglio di ascoltarlo, vi chiedo di farlo. Un disco che può e deve fare molta strada prima di vedere riconosciuto il suo reale valore: abbiamo davanti secoli di moralismo benpensante che ci permettono di tenere gli occhi chiusi anche quando sappiamo che dovrebbero rimanere sbarrati, figuriamoci le orecchie. Per dirla in maniera semplice, “Abajo la inteligencia, viva la muerte”
La prima formazione dei Circus Joy (1985)


Circus Joy, 1985, Photo by Art Production Studios
from left: ClauDEDI, Corrado Mancini, Klarita Pandolfi, Rebecca, Anna
Bellissima e infiammata discussione nel forum di Fuori dal Mucchio sul gruppo rivelazione del XXI secolo i PCC, godetevi queste (per il momento) 39 pagine di parole in libertà
http://forum.ilmucchio.it/showthread.php?t=26182&highlight=post+contemporary
La Misty Circles ringrazia personalmente tutti coloro che nella loro ottusa e cieca caccia alle streghe e paura per tutto ciò che suona diverso e può mettere in discussione la tranquillità delle loro squallide, grigie e tristi certezze di vita, hanno contribuito con così tanta pubblicità gratuita alla nostra produzione discografica che è andata esaurita in poco tempo.
Continuate così, parlatene male che per noi è un bene.
ancora grazie dalla MCR
SPECTRE: MANTRA VOLUNTATIS
CD: Hau Ruck! SPQR VIII [2006]
Ltd x 1000
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Mantra Voluntatis |
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Hailed as the new 'Ain Soph' album, or as a development from their last album “Oktober”, "Mantra Voluntatis" is the solo project of vocalist and musician, Spectre, whose lengthy paeans of atmospherics and post-modern folk are woven into Warholian abstractions and psychedelic goety. Though the reference to the legendary Italian act and its singer/songwriter will help sales this album has a puissance that can easily be enjoyed without the fore-knowledge of a welcome bias. |
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Circus Joy Live at Linux Club Roma



July, 15 2006 at ex-mental hospital
s. maria della pietà, monte mario, roma,
Cost: your own will
misty circles and gattoalieno recs. present: "SENTI-MENTAL HOSPITAL" featuring: MALATO (claudedi, steve stroll, yugin and eranot) DBPIT with marioFOB LENDORMIN with Helena Velena 
Numero Giugno '06
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Gerarchia Ordine Disciplina
MDL/Misty Circles/Old Europa Café
Con la loro interpretazione del "Manifesto di fondazione del Futurismo" i Post Contemporary Corporation ricalcano le strategie espressive di certo underground post industriale che, tra la fine degli '80 e i primi '90, ha trovato anche in Italia eccellenti interpreti in band come Officine Schwartz e Disciplinatha. Non è un caso dunque che la formazione contempli nelle sue fila quello stesso Dario Parisini, già colonna portante di quest'ultimo storico gruppo. Elettronica sporca e viscerale che diviene veicolo di declamazione ideologica, tra istintività punk e attitudine danzereccia. Pur apprezzando l'impatto e la forza comunicativa di "Ordine Gerarchia Disciplina", non possiamo pertanto esimerci dal constatarne il carattere sostanzialmente derivativo. Discorso differente merita invece l'aspetto tematico che – sempre partendo dall'esaltazione della tecnologia meccanica, espressione della potenza e temerarietà dell'uomo moderno – culmina in una provocatoria invettiva contro l'irriverente edonismo della società occidentale, tanto accesa da risultare disturbante, come "il terrore di una bellezza antica e feroce". E non si capisce fino a che punto l’irriverenza di Zekkini – la cui espressione figurativa è sintetizzata in un paio di fotografie riprodotte all’interno della confezione – sia dettata da spirito critico o si esaurisca su se stessa (http://pccorp.altervista.org).
Fabio Massimo Arati