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recensito da www.versacrum.com
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recensito da www.versacrum.com
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Recensione tratta da http://www.auralpressure.com
RECONDITA STIRPE: RECONDITA STIRPE
CDR: Misty Circles MCR62 [2006]
Ltd x 100
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Fire On Us
Devotion
Recondita Stirpe
Raskolnikov
Lords Of The Unknown
This Genovese act comes through the voluminous Misty Circles catalogue to be distributed exclusively by HauRuck! SPQR, bolstering its catalogue of Italian neofolk. A short EP that just broaches twenty minutes in its five tracks.
As with other Italian neofolk, Recondita Stirpe delivers a unique slant on the genre by ballads of glittering melancholy. Each track chimes, crystallizing their ubiquitous collection of instrumentation that despite the use of synthetic sampling and keyboards has a decidedly organic presence one could expect at a favoured Italian bar; in fact the quality of the recording impresses the EP as a live performance, flawlessly performed. Pounding percussion takes a backup role, military padding of toms and staccato snare roll and march, for it is traditionally derived melody that compels each song. It is the montage of voices led by soloist Christoff and the accompanying trio who chorus his melody lines that are the dominant force of the music. Resonant horns pattern and prefigure the vocals, sung in both English and Italian, with acoustic guitar edging out the backdrop.
The CDR is delivered in an oversized, mock-7” gatefold sleeve, full colour artwork on gloss, inside and out, featuring photos of the four contributors along with liner notes. The disc itself is laser printed directly to disc surface (not some stick-on inkjet here), attached in its own protective sleeve. Unique presentation for a unique act.
NYR
Recensione tratta da :
| Circus Joy - Improvvisa Azione Paganini | ||
| Friday, December 01 2006 @ 12:03 AM PST Contributed by: Alan Milne
|
||
Numero Dicembre '06
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
I concerti tenuti da Ianua dopo l’uscita del mirabile “Disobbedisco” si contano sulle dita di una mano; peraltro l’ensemble non si era mai esibito in Italia prima della data genovese dello scorso 4 novembre. Facile allora immaginare quanta attesa ci fosse per questo evento che ha richiamato appassionati di musica post industriale, dark e reduci del progressive da tutta la penisola. Molti di loro si sono dati appuntamento già nel pomeriggio nel negozio di via del Campo sede della Black Widow, l’etichetta che ha prodotto gran parte dei gruppi in precedenza capitanati dal cantante Mercy (Zess, Malombra, Segno del Comando, ecc.).
Il Boggiano è un teatro parrocchiale di periferia, un po’ diroccato ma ricco di suggestioni retrò, in perfetta sintonia con l’artistica rievocazione storica messa in scena dalla formazione ligure.
La serata è aperta dai Recondita Stirpe, giovane band che con l’omonimo mini CD d’esordio (Misty Circles Records) ha già fatto propri i risvolti più corali e popolari della musica neo folk. Si presentano sul palco con una formazione estesa: tromba, fisarmonica, chitarra acustica e percussioni impreziosiscono gli arrangiamenti delle loro belle canzoni, interpretate in diverse lingue ed eseguite con gran classe.
Fatta eccezione per un paio di sbavature tecniche, che pur sempre testimoniano il bello della diretta, il successivo spettacolo di Ianua ha infuocato la platea. I due cantanti Mercy e Stefania, spalleggiati da musicisti di straordinaria levatura (una menzione particolare la meritano senz’altro i due chitarristi, davvero straordinari nell’esecuzione di “Sangue morlacco”), hanno dato vita ad uno spettacolo toccante, ripercorrendo passo passo, attraverso trutti i brani del loro album, la drammatica vicenda del Maggiore Cesare Renzi – Ardito dell’Impresa Fiumana – e della Chanteuse Archeo-Futurista, Elettra Stavros. “La ballata dell’Ardito”, “Di nuovo in armi” e “Muri d’assenzio” hanno segnato i momenti di maggior pathos di una serata straordinaria, degnamente conclusa con la cover di “Amsterdam” (Jacques Brel), richiesta a gran voce dal pubblico e opportunamente ripescata dal mini CD d’esordio.
F.M.A.
Recensione tratta da http://www.exoteric-zine.com/

Recondita Stirpe nasce da un’idea di Diego Banchero, personaggio molto attivo da anni nell’entroterra musicale genovese con moltissimi progetti come Il Segno del Comando, Malombra, Zess. Oltre a Diego troviamo tra le file di questo interessante progetto italiano i contributi di Christoff, Mirko Giorgini e Carolina Ceccato, tutti artisti già attivi in diverse forme d’arte. Con i Recondita Stirpe si vuole intraprendere una via il più possibile personale del folto sottobosco denominato neo-folk, senza cadere negli stilemi più classici e famosi del genere, specie per quanto concerne la scuola tedesca.
Il risultato è un EP che propone 5 brani in bilico tra folk, cantautorato italiano ed un pizzico di attitudine dark nel cantato e nell’impostazione delle voci. Il sound è a mio avviso ancora acerbo ed una cacofonia eccessiva del sound non riesce a far brillare il sound come deve. La recente esibizione dal vivo ha mostrato persino una line up allargata a più elementi e non si può negare che tale scelta potrà influire molto positivamente nelle registrazioni in studio. L’introduttiva “Fire On Us” parte con percussioni marziali, purtroppo rese fosche da un lavoro di mastering non eccelso, che incontreranno le drammatiche e teatrali voci di Christoff ed un arabesco di chitarre dal piglio orientale. Più virulenta e passionale “Devotion”, una ballata suonata con ricchezza di suoni, il cantato assume toni troppo elevati ed eccessivamente teatrali per questo contesto. Più oscura “Recondita Stirpe” e “Raskolnikov”, quest’ultima pervasa da una lenta e grigia litania funebre. Si chiude con “Lords of the Unknown”, una ballata essenziale su cui fanno capolino parti vocali declamate a bassa voce e parti a più voci più vivide e trascinanti.

Non c’è rivista o webzine di impronta italica che non smette di tessere le lodi di questo misterioso progetto che risponde al nome di “Post Contemporary Corporation”. Eccessivo, assurdo, epilettico. Disco dell’anno per molti. Valerio Zekkini innalzato a divinità suprema dell’Olimpo della musica elettronica italiana.
Ma chi sono? Cosa fanno? E cosa contiene “Gerarchia Ordine Disciplina” per salire ai posti più alti di un’immaginaria classifica sotterranea? Loro, i PCC rispondono al nome di Dario Parisini (ex Disciplinata), Luca Oleastri, Giulio Sangirardi, Roberto Passuti ed il già citato Zekkini, colonna filosofica, carnale e spirituale di PCC.
Fanno musica. Ma sono i testi declamati con furore da Zekkini che rappresentano le fondamenta. Un elemento che lascia poco spazio al lato sonoro. Infatti c’è il rischio concreto che la musica passa in secondo piano per dare completo appoggio ai discorsi di Zekkini, denunce contro la morale, la società benestante sotto l’egida del Manifesto Futurista. Interessante nel contenuto, pesante, accusatorio, pieno di disprezzo e con una indispensabile dose di ironia. La forma è quella di un cantato/parlato che è molto presente nella tradizione di certi gruppi italiani, a mio avviso decisamente pesante da digerire ed ascoltare, specie se è il medesimo stile per tutti gli 11 brani che compongono il CD prodotto dalla coalizione nata tra OEC, MCL e Misty Circles.
Liriche a parte, la parte strettamente sonora è orecchiabile, con ritmi forti spesso ballabili, qualche sprazzo di tastiere new wave (Mondo Fluttuante), note più notturne (Streetwise) ed una virulenza che fonde le sue radici su certo industrial degli anni ‘80 tricolore.
Recensione tratta da www.vampiri.net
Recondita Stirpe
Recondita Stirpe - Cd-r LTD 100copie - Misty Circles Records
di Gabrielle de Lioncourt
Non sono una "critica musicale" e neppure capisco molto di musica, come dico spesso vado a "pelle" quello che mi colpisce di questo CD è la voce calda sensuale e malinconica su una musica dura, marziale che "stona" con essa. Proprio questo stridente contrasto, accompagnato dalla tromba che ricorda i vecchi film di Sergio Leone sono gli ingredienti che mi hanno fatto apprezzare queste canzoni.
Ma non c'è tensione in questo suono, semmai rassegnazione e tormento.
Nella main song, Devotion, non siamo all'inizio di un duello con le pistole sotto il sole cocente, ma ci troviamo con la mente di fronte alla conta dei cadaveri, all'immagine di un forte Alamo distrutto, ascoltando il lamento dei moribondi, passeggiando accanto ad essi respirando l'odore del sangue.
I Recondita Stirpe riescono in questa opera "evocativa" in cui si sente fortemente la mano ispiratrice del "maestro" Ennio Morricone.
Ai più può sembrare una scelta "strana", non propriamente "dark", ma chi scrive vuole enfatizzare le immagini evocate dai brani di questo combo genovese che si affaccia sulla scena musicale dopo significative e importanti esperienze dei suoi componenti.
Inoltre è da apprezzare la componente strumentistica, numerosa e variegata che non toglie nulla al senso di oppressione, tuttaltro, lo valorizza in qualcosa di, se non proprio nuovo, quantomeno originale nel rapimento dell'ascoltatore in questa passeggiata marziale e cadenzata.
Un pezzo come questo sicuramente fa pensare alla maggior parte degli ascoltatori che di "gothic" ne esiste più di un tipo.
Eppure, resta l'unico termine per classificare un tipo di atmosfera semplice, ma carica di sensazioni e malinconia che pochi pezzi riescono ad esprimere.
Il lavoro dei Recondita Stirpe è sicuramente per intenditori, per chi sa apprezzare la ricerca di atmosfere e il tocco quasi "popolare" che questi musicisti hanno voluto dare alle loro creazioni.
La ricerca dell'assonanza delle due voci con una musica resa volutamente ripetitiva che tende a trasportare l'ascoltatore, lascia trasparire uno studio alla base del folk-goth della band genovese, studio che si radica nelle usanze e nelle sonorità dei popoli europei, non disdegnando una composizione che evoca immagini, aspetto tipico di molte colonne sonore.