AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
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Le parole che ha senso spendere per i MALATO riguardano le loro capacità di trasfigurare davvero il mondo electrodark. Non giustapporre parti orecchiabili ad altre non ruffiane, ma di fonderlo e cambiarlo a seguito di materiali precedentemente assimilati e metabolizzati. Per questo non sono del tutto adatti nomi di altre band per descrivere l’attitudine: i MALATO non accostano tecnicismi a siparietti vaudeville. “Avant Pop Muzak”, il loro debutto, in qualche modo vive e cresce da dentro, proprio come un virus, ed elasticamente si protrae di volta in volta verso territori esistenzialisti, aperture ambientali, con utilizzo straordinariamente organico del Theremin . Sono le regole del gioco a essere il fuoco della discussione: MALATO non le segue, ma nemmeno si accontenta di mischiarle con altre e basta. I MALATO vogliono scrivere le proprie e ce la stanno facendo. E chiunqueriesca a far convivere con tanta naturalezza Disciplinata e Coil, merita ben più della solita targhetta di “Darkettone Evoluto”.
1) Malato non è proprio uno dei nomi più invoglianti per una band. Volete essere sottilmente letali o c'è una guarigione?
Il nome deriva da un periodo in cui ClauDEDI (Ain Soph etc.) non era in buone condizioni di salute, infatti nasce come progetto solista di rumorismo elettronico per poi arrivare e concretizzarsi nell’attuale formazione di 5 persone.
In un ambiente musicale in cui la maggior parte dei gruppi si chiamano Death o Morto…qualche cosa, almeno noi siamo solo MALATO.
Anche se no, non crediamo ci sia guarigione.
2) Non è un mistero che all'interno della vostra formazione ci siano “ex illustri”. Quanto le esperienze personali vi hanno aiutato nel mettere su questo?.
Oltre le singole esperienze musicali con Circus Joy, Ain Soph, Mushroom’s Patience, Sentinels, NL4T, quello che ci ha permesso e ci permette di ritrovarci e realizzare senza preconfezionare nulla, ma solo d'istinto, è l'incredibile varietà di musica che abbiamo assimilato e metabolizzato. Industrial, Trip-Hop, Pop, EBM, New Wave, Punk, Disco, Techno, NeoFolk, tutto insieme.
Dobbiamo rappresentare questa "scena"? Bene secondo noi questo è il sound migliore. Quattro quinti dei MALATO sono anagraficamente cresciuti insieme, quindi amici nella vita da sempre, cavalcando insieme tempi e stili; sono uniformemente deviati, l’entrata in formazionedi darkYota ( il cantante, nda ) ha chiuso il cerchio, perché anni fa con la sua etichetta
Telefonammo a Rodolfo (boss della Old Europa Cafe, nda) dicendogli che eravamo i MALATO e che suonavamo del MODernismo Industriale. Non avevamo ancora la musica, ma solo le foto e il titolo dell’Ep che volevamo far uscire, gli chiedemmo di fidarsi. Si è fidato.
3) Siete stati recensiti come "Genesis P Orridge al bancone del Cotton Club" e "Agghindati alla Kraftwerk e non troppo dissimili dai tedeschi". Uno che legge queste due cose non ci capisce un cavolo e si compra un libro di Umberto Eco! A voi quale definizione vi piace di più?
Farebbe bene perché noi siamo L'isola del giorno prima di Umberto Eco. Siamo il posto oltre il meridiano dove cambia il giorno, siamo il meridiano che se lo scavalchi ti giri e vedi te stesso nel futuro.
Per quello che riguarda il nostro stile, ci lusinga essere agghindati alla KraftWerk, ma preferiamo essere recensiti come Genesis P-Orridge al bancone del Cotton Club
4) Come è nata la scelta di usare il Theremin?
( Risponde Yugin) – Sono da sempre rimasto affascinato da questo strumento che riproduce un violino e una voce lirica in un tripudio di acuti, il Theremin sembra venire dal futuro e invece è stato inventato da uno scienziato russo nel 1909, è l’unico strumento che si suona senza toccarlo, inoltre lo puoi ascoltare come effetto sonoro in tutti i B-Movie anni 50 di fantascienza di cui sono un appassionato.
5) E che rapporto avete con il mondo degli "intonarumori" in generale?
Diciamo che modestamente cerchiamo di fare della Sintesi dinamica e dell’Arte del Rumore.
Ci sarebbe piaciuto vivere nei primi anni del 1900, partecipare la fondazione del Futurismo e suonare gli originali IntonaRumori di Luigi Russolo.
Rispetto l’attuale scena Industrial - Rumoristica, abbiamo un attitudine musicalmente diversa
6) Quanta ironia c’è nei MALATO?
MALATO – Who are you? di Aldo Chimenti .
RockeRilla 15Luglio/15Settembre 2007
1.Malato nasce come un progetto solista sino a diventare addirittura un quintetto. Come è andata?
(Risponde ClauDEDI , ndr). Stavo attraversando un brutto periodo di salute e a tutti gli amici che mi chiamavano dicevo che ero MALATO. Passavo il mio tempo in casa sperimentando coi rumori e i miei vecchi sintetizzatori analogici degli anni ‘80. In quel periodo ho realizzato alcune tracce intitolate Cartella Clinica N° 1, 2, 3 etc.. etc… per varie compilation. Quando poi sentii il bisogno di concretizzare seriamente il progetto MALATO, fu naturale chiamare a suonare con me alcuni dei miei amici di sempre.
2.Quale è l’idea/intento dell’impresa?
L’idea iniziale era riproporre l’elettronica degli anni ‘80 in ambito industrial con suoni moderni e una strumentazione vintage. Non sappiamo se siamo riusciti nell’impresa, ma almeno abbiamo dato un piccolo segnale di cambiamento nei confronti di un’area musicale ormai scevra di ogni slancio avanguardistico.
3.“Avant Pop Muzak” ha uno spleen analogico-artigianale stile primi Cabaret Voltaire, ma in realtà il vostro background è la somma di mille cose diverse, no?
Hai ragione è poco inquadrabile. Hai presente Tarantino quando dice che i suoi film sono il frutto di tutto quello che ha visto negli anni? Bene, questo vale anche per noi, abbiamo sempre ascoltato di tutto, molto e di più. Difficilmente abbiamo ghettizzato. Possiamo prelevare dal nostro background tutto ciò che riteniamo più funzionale all’esigenza del momento... Ecco perché i nostri brani sono così diversi e così uguali. Perfino il cantante DarkYota, (il più giovane del gruppo), è rimasto talora disorientato da tanta varietà. Ma come direbbe il nostro batterista Steve Stroll “chi dimentica le radici del proprio passato vive sempre un triste futuro”.
4.Vi considerate parte di un nuovo movimento situazionista?
No!, alcuni di noi si sentono RetroFuturisti altri sono più vicini artisticamente al Suprematismo….
5.Come mai dedicate il CD a tutti Mods seppur musicalmente non abbiate nulla in comune?
Forse musicalmente… Ma il termine Mod negli anni ‘60 stava per Modernismo. Noi vogliamo essere questo nel panorama della Grey Area, Modernisti. Inoltre, eccetto DarkYota che ha 28 anni e ClauDEDI che era un Punk, gli altri sono stati i fondatori nel 79 con Corrado Mancini (Circus Joy) dei primi Mods Romani, originari dei Bad Boy Ostiense e Mary Mounth Mods. Le etichette hanno poca importanza, la musica veicola un modo d’essere e l'espressività di chi la comunica. Ciò che conta è l’effetto, nel nostro caso è parecchio Mods Style.
| Ain Soph - Intervista 10 Ottobre 2007 | |
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| Scritto da Fedemone | |
| giovedì 11 ottobre 2007 | |
In occasione della ristampa dell'album Kshatriya, volevo porgere alcune domande al gruppo, inerenti proprio questo disco. R: Ain Soph ha sempre avuto un nucleo centrale abbastanza stabile attorno al quale, di volta in volta, giravano alcuni collaboratori. Diciamo che crucifige, thx, e spectrae hanno rappresentato il nucleo teorico-creativo del progetto e che quindi siamo persuasi non ci siano grosse differenze tra allora e oggi. Certo gli anni passano e una naturale evoluzione è ovvia ma il progetto Ain Soph prosegue negli stessi modi e nella stessa filosofia oggi come allora. Il misticismo indù sembra aver avuto una forte influenza. A parte la citazione del Kali yuga - l'età della decadenza - e i Kshatryia - la casta di nobili guerrieri - quali sono altri possibili riferimenti per una comprensione migliore del disco? R: Più che al misticismo indù abbiamo sempre fatto riferimento a quella che è la nostra Tradizione e cioè a quella Roma imperiale e pitagorica che ha rappresentato nella storia occidentale uno dei pochi momenti di civiltà superiore e strettamente collegata con il sacro. Non c'è differenza alcuna tra lo Kshatryia indù e il guerriero romano se in entrambi c'è una visione magica della vita. Occorrerebbe qui ora specificare meglio il concetto e chiarire meglio cosa si intende per magia e visione magica della vita. Ma lo spazio a disposizione è poco così preferiamo rimandare a quei riferimenti di cui chiedevi sopra e che possono essere individuati nei testi p.es. del Reghini, di Evola, Guenon, Nietzsche, etc. A me sembra che un tempo i gruppi sperimentali usassero molto di più mettere delle righe di commento ai propri dischi, adesso si tende più ad usare belle foto d'epoca o di monumenti in rovina. Esiste ancora musica di spessore secondo voi? Avete delle preferenze a riguardo? E poi, quanto contava per voi trasmettere anche per iscritto il vostro messaggio? Negli anni avete parlato di molti travisamenti infatti. Se questo disco è uno spartiacque, cosa vi ha portato a questa rottura? Un semplice affinamento delle vostre abilità o un contrasto col passato? Noi vogliamo dare il nostro contributo a questa distruzione affinché dalle macerie possa un giorno sorgere un nuovo (o antico?) uomo. L'edizione originale propone una critica a "progresso, uguaglianza, pacifismo" che ha "determinato una degenerazione materialistica che anche coinvolto la figura del mago". Non riesco ad essere del tutto concorde con questa affermazione: se il mago è colui che intraprende un cammino di elevazione e di distacco, non dovrebbe disinteressarsi a quelle materie ed astenersi dalla critica, in quanto estraneo alla morale e al di là del bene e del male? Inoltre non mi sembra che il passato sia così privo di ambiguità: anche nel secolo dei lumi l'occultismo proliferava e ci si scagliava più che altro contro la superstizione, ostacolo al vero sapere. Tra l'altro anche uno dei numi della scienza come Newton era profondamente religioso, tanto da essere l'unico fine dei suoi studi. Oppure già nel ‘600 l'intento dell'alchimia si sposta dalla trasformazione dello spirito in trasformazione della materia, e lo studio dell'opera al nero divenne un rudimento della chimica. Non è forse una degenerazione materialistica? E di conseguenza, bisognerebbe rinnegare ogni sapere che si basa sulla scienza empirica, dalla medicina alla tecnologia? R: Non siamo d'accordo. E' vero che il mago è al di sopra della morale e delle contingenza dell'epoca in cui vive ma è anche colui che ha uno stretto legame con il sacro, con il divino. E quelle utopie tipicamente moderne (progresso, uguaglianza, pacifismo) rappresentano solo l'ultima manifestazione di forze tendenti ad allontanare l'essere umano da quei principi superiori, principi altrimenti presenti in ognuno di noi. Ora la domanda da farsi sarebbe: quali sono queste forze anti-tradizionali? E perché operano in questo senso? Quello che vogliamo dire è che ognuno di noi è chiamato a porsi delle domande, magari analizzando con un po' di attenzione e senza pregiudizi quello che è stato il nostro passato pre-rinascimentale. Il vostro suono è così peculiare, da non avere praticamente paragoni per l'epoca. Come è nato? Spontaneamente come espressione di una musica tradizionale da accompagnamento alle vostre attività mistiche oppure avete preso spunto da qualche lavoro di musica sperimentale? R: I primi lavori erano studiati per accompagnare le nostre esperienze magiche, gli altri -più tradizionali- avevano lo scopo di cui abbiamo parlato sopra. Nelle note del '93 si dice chiaramente che "la Magia non si fa con le parole (né scritte né tanto meno cantate)", ma molti non condividono questa affermazione. Ad esempio la cabala, che si fonda sullo studio della Torah, afferma che "in principio era il verbo", le discipline indiane parlano di risonanza della vibrazione cosmica data da certe sillabe, e molti antropologi fanno notare il legame stretto tra linguaggio e magia, ereditato ad esempio nell'etimologia delle parole (come incanto/canto, "grimorio" che viene dalla parola francese "grammaire" per grammatica, oppure nell'inglese "spell" - incantesimo/sillabare). Credete esattamente nell'affermazione iniziale, o era un modo drastico per sottolineare la differenza tra "esogeno" (esterno e materiale) ed "endogeno" (interna alla persona e del tutto spirituale, come il percorso suggerito)? R: Stai fraintendendo le cose: la nostra affermazione era parte di una risposta data ad alcuni soggetti che pensavano di intimorirci buttandola sul politico. Per quanto concerne gli esempi da te riportati occorre dire che le parole a cui si fa riferimento non sono quelle che risuonano all'esterno ma bensì quelle che agiscono all'interno. Tali parole (dette anche parole di potenza) se ben proferite possono suscitare in chi le ripropone stati di coscienza particolari... R: La fine del mondo? Potrebbe essere... Comunque sia non speriamo in niente né crediamo in nulla. |
Recensione tratta da : http://www.filthforge.net/

AIN SOPH
"Kshatriya" (reissue)
Hau Ruck! SPQR - 2007
CD
It was rather puzzling that, among the massive campaign of reissues of Ain Soph's historical catalogue operated in the last years, there had been no room for what undoubtedly remains their unmatched masterpiece, "Kshatriya", diamond edge and final chapter of the group's first industrial-esoteric incarnation. Released in 1988 on vinyl and eventually reissued on CD in 1994 by Musica Maxima Magnetica, it was out of print since many years. Hau Ruck! SPQR has now remastered the original recordings and packaged them in a black and white digipack, faithfully reproducing the austere aesthetics of the LP's cover.
The elusive Roman avantgardists were known at this point mostly for their private tape releases and the excellent "Ars Regia", final chapter of the Nekrophile Records adventure. "Kshatriya" was the first vinyl production for both the band and their label Misty Circles, and left a deep track in the way to deal with traditional and magick topics, so many years before the current overcrowded scene. The famous "orange sheet", an explanatory insert, came together with the record and introduced what we could label as "the Ain Soph manifesto", a strong and proud opposition against the modern world and its materialistic values. We now find that document in the booklet, together with an appendix written in 1993 for the first CD reissue on Musica Maxima Magnetica, and a final bitter statement about the present.
Exalting the courage of action and the ability to bear its consequences, celebrating the true magician, the heroic "Kshatriya", quoting Nietzsche, Julius Evola and Aleister Crowley, Ain Soph showed a clearness of intentions and a determination to pursue them of rare effectiveness. Even if they maintained that music never was their aim, but rather a mean to express their ideas, what you listen on "Kshatriya" is extremely outstanding. Opening piece "Decimus Gradus" will haunt you with its glacial, obsessive piano theme and the all-consuming female vocals, whereas "Monsalvat" is likely to blow your heart away, starting with a subtle, distant ritual chant and then suddenly exploding in a wall of distorted strings and sepulchral organs. "I.A.O.", that originally closed side A of the vinyl, is another disturbing ceremony of bells, thuds and sinister subterranean melodies.
Side B opened with what is probably their all-time masterpiece, "Kshatriya", a furious, ravaging hymn shouted on top of a menacing noise symphony. "Fedeltà è più forte del fuoco / rialzarsi, risorgere / creare una forma e un ordine / in piedi tra le rovine / scelgiere la strada più dura / forgiare il nostro coraggio / rinati fino nel sangue / forti del nostro onore", directly from the controversial philosophy of Julius Evola. The closing ritual, "Stella Maris", is a long suite leading you to final catharsis through its hypnotizing chants, echoing bells and creepy, hieratic atmosphere.
"Kshatriya" is still today, neary twenty years after its original release, an outstanding work of art, music and poetry, surely one of the most impressive items to ever surface from the Italian underground. Now that it's finally available again in CD format, don't hesitate to get hold of this burning piece of history. And if the Kshatriyas have retired to their towers waiting for the fall, to eventually appear again standing on ruins, you can be sure that Ain Soph's music was conceived somewhere in those places, where they are dwelling.
- Simon V
Website: http://members.xoom.alice.it/AinSophArs/
Website: http://www.hauruckspqr.com
Myspace: http://www.myspace.com/ainsophroma