MISTY CIRCLES

AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984

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venerdì, 21 dicembre 2007


RockeRilla 15 Novembre - 15 Dicembre 2007

AIN SOPH

Kshatriya Hau Ruck!/SPQR / Audioglobe

“Kshatriya” usciva in sordina qualcosa come 20 anni fa senza sapere che sarebbe diventato un punto di riferimento per le generazioni a venire della scena postindustriale e gruppi d’area Cold Meat Industry e quant’altro. Quel che si dice un album seminale, una prova di spessore e contenuto come nella migliore tradizione degli Ain Soph più esotericamente ispirati. Chi all’epoca decise di tuffarsi nelle gole profonde della missione capitolina è perché aveva capito che razza di portenti aveva di fronte, non era il gigionismo dark-ambient di certe realtà fine a se stesse, ma l’intrigante pienezza di un’avanguardia depositaria di nuove forme di bellezza e di pensiero. Il digipack di questa bella edizione rinnovata ne ribadisce il concetto: un’opera d’arte che emana altra cultura, la nostra cultura.

Aldo Chimenti

Postato da: atrofact a 15:26 | link | commenti |

lunedì, 10 dicembre 2007

recensione tratta da:http://www.versacrum.com



Ain Soph
: Kshatriya (CD - Hau Ruck! SPQR/Audioglobe, 2007). In occasione del ventennale dell'album, esce per Hau Ruck!SPQR questa nuova ristampa rimasterizzata di un classico degli Ain Soph, formazione capitolina tra le più influenti della penisola e non solo. Il disco era uscito originariamente per l'etichetta del gruppo, Misty Circles, solo in vinile e con tiratura di 1000 copie. Era stato poi ristampato da Musica Maxima Magnetica nel 1994 in CD con una copertina dal dubbio gusto. Esaurita anche quella edizione, questa nuova ristampa in digipack recupera la copertina originale dell'LP, aggiungendo alle ricche note del booklet un nuovo capitolo dedicato a questo ventennale. Il disco è uno spartiacque nella discografia del gruppo: dalla musica rituale delle origini si passa ad una forma musicale sempre di stampo esoterico, ma che abbraccia un ventaglio sonoro più ampio e meno diluito, come nel brano di apertura, il mantrico “Decimus Gradus”, ossessivi tocchi di piano e voce femminile a contraltare. La seguente “Monsalvat” definisce ancora meglio il corso intrapreso dagli Ain Soph: un leggero tappeto di drones e percussioni sorregge il canto rituale di Eliana, squarciato da improvvise deflagrazioni di organo e chitarra di matrice industrial, con testo preso direttamente da “The Book of Thooth” di Aleister Crowley. “I.A.O.”, cantato in latino, percussioni e organo, è nove minuti di puro mortifero industrial pre-Cold Meat Industry, particolare che evidenzia ancora una volta quanto fosse avanguardistica la proposta del gruppo romano. La title-track cita apertamente Julius Evola sotto un mare di distorsione, le voci si fanno declamanti e il brano trasuda tensione e rabbia. Il disco si chiude con “Stella Maris”, traccia lunga e riflessiva, dal toni più diluiti, dove ancora una volta si distingue il canto di Eliana intrecciato ad un recitato in latino in crescendo. Per chi avesse perso la precedente ristampa, questa è un'occasione irrinunciabile per mettere le mani su uno dei dischi fondamentali dell'industrial ritualistico non solo italiano. Abbastanza imbarazzante trovare errori di battitura nel booklet. Web: http://www.hauruckspqr.com. (Softblackstar)

Postato da: atrofact a 12:36 | link | commenti |

martedì, 04 dicembre 2007

Recensione tratta da : http://www.filthforge.net/

 

AIN SOPH

"Kshatriya" (reissue)

Hau Ruck! SPQR - 2007

CD

"Lasciava un po' perplessi il fatto che, nella massiccia campagna di
ristampe del catalogo storico degli Ain Soph vista negli ultimi anni,
non avesse trovato spazio quello che rimane indubbiamente il loro
**ineguagliato **capolavoro, "Kshatriya", punta di diamante e capitolo
finale delle prima incarnazione industrial-esoterica del gruppo.
Pubblicato nel 1988 su vinile e successivamente ristampato in CD nel
1994 da Musica Maxima Magnetica, era ormai fuori stampa da molti anni.
Hau Ruck! SPQR ha rimasterizzato le registrazioni originali e le ha
confezionate in un digipack bianco e nero, che riproduce fedelmente
l'austera estetica della copertina dell'LP.
Gli elusivi avanguardisti romani erano fino a quel momento conosciuti
per le loro uscite su cassetta e per l'eccellente "Ars Regia", capitolo
finale dell'avventura Nekrophile Records. "Kshatriya" fu il primo lavoro
su vinile sia per la band che per l'etichetta Misty Circles, e lasciò un
profondo solco nel modo di trattare tematiche magiche e tradizionali in
musica, così tanti anni prima dell'attuale scena sovraffollata. Il
famoso "foglio arancione", un inserto esplicativo accluso al disco,
introduceva quello che si potrebbe chiamare "il manifesto degli Ain
Soph", una fiera e forte opposizione al mondo moderno ed ai suoi valori
materialistici. Il documento è riprodotto nel booklet, assieme
all'appendice scritta nel 1993 per la prima ristampa su CD della MMM, e
ad un'ultima amara dichiarazione sul presente.
Esaltando il coraggio dell'azione e l'abilità di farsi carico delle
conseguenze, celebrando l'autentico mago e l'eroico "kshatriya", citando
Nietzche, Julius Evola ed Aleister Crowley, gli Ain Soph mostrarono una
chiarezza d'intenti ed una determinazione a conseguirli di rara
efficacia. Anche se affermarono che la musica non era mai stato il loro
fine, ma piuttosto un mezzo per esprimere le loro idee, ciò che si può
ascoltare su "Kshatriya" è quantomai notevole. Il pezzo d'apertura
"Decimus Gradus" vi tormenterà con il suo glaciale ed ossessionante tema
per pianoforte e lo struggente canto femminile, mentre "Monsalvat" vi
farà esplodere il cuore, iniziando con un sottile e lontano canto
rituale per poi deflagrare d'improvviso in un muro di archi distorti ed
organi sepolcrali. "I.A.O.", che in origine chiudeva il lato A del
vinile, è un'altro disturbante cerimoniale di campane, sordi tonfi e
sinistre melodie sotterranee
Il lato B si apriva con quello che probabilmente è il loro assoluto
capolavoro, "Kshatriya", un inno furioso urlato su di una minacciosa
sinfonia di rumore. **/"Fedeltà è più forte del fuoco / rialzarsi,
risorgere / creare una forma e un ordine / in piedi tra le rovine /
scelgiere la strada più dura / forgiare il nostro coraggio / rinati fino
nel sangue / forti del nostro onore"/, direttamente dalla controversa
filosofia di Julius Evola. Il rituale conclusivo, "Stella Maris", è una
lunga suite che conduce alla catarsi finale attraverso canti ipnotici,
echi campane ed atmosfere disturbanti ed ieratiche.
"Kshatriya" è ancora oggi, a quasi vent'anni di distanza dall'uscita
originale, un'eccezionale opera di arte, musica e poesia, sicuramente
uno degli oggetti più impressionanti giunto alla superficie
dell'underground italiano. Ora che è finalmente di nuovo disponibile su
CD, non esitate ad accaparrarvi questo infuocato pezzo di storia. Ed
anche se gli kshatriya si sono ormai ritirati nelle loro torri
aspettando la caduta, per poi riapparire in piedi sulle rovine, potete
star certi che la musica degli Ain Soph è stata concepita da qualche
parte in quei luoghi dove risiedono al momento."


Postato da: atrofact a 09:34 | link | commenti |