AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
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Non c’è rivista o webzine di impronta italica che non smette di tessere le lodi di questo misterioso progetto che risponde al nome di “Post Contemporary Corporation”. Eccessivo, assurdo, epilettico. Disco dell’anno per molti. Valerio Zekkini innalzato a divinità suprema dell’Olimpo della musica elettronica italiana.
Ma chi sono? Cosa fanno? E cosa contiene “Gerarchia Ordine Disciplina” per salire ai posti più alti di un’immaginaria classifica sotterranea? Loro, i PCC rispondono al nome di Dario Parisini (ex Disciplinata), Luca Oleastri, Giulio Sangirardi, Roberto Passuti ed il già citato Zekkini, colonna filosofica, carnale e spirituale di PCC.
Fanno musica. Ma sono i testi declamati con furore da Zekkini che rappresentano le fondamenta. Un elemento che lascia poco spazio al lato sonoro. Infatti c’è il rischio concreto che la musica passa in secondo piano per dare completo appoggio ai discorsi di Zekkini, denunce contro la morale, la società benestante sotto l’egida del Manifesto Futurista. Interessante nel contenuto, pesante, accusatorio, pieno di disprezzo e con una indispensabile dose di ironia. La forma è quella di un cantato/parlato che è molto presente nella tradizione di certi gruppi italiani, a mio avviso decisamente pesante da digerire ed ascoltare, specie se è il medesimo stile per tutti gli 11 brani che compongono il CD prodotto dalla coalizione nata tra OEC, MCL e Misty Circles.
Liriche a parte, la parte strettamente sonora è orecchiabile, con ritmi forti spesso ballabili, qualche sprazzo di tastiere new wave (Mondo Fluttuante), note più notturne (Streetwise) ed una virulenza che fonde le sue radici su certo industrial degli anni ‘80 tricolore.
