MISTY CIRCLES

AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984

Eccomi

Blogger: atrofact

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

 
mercoledì, 07 settembre 2005

Parte di recensione tratta dal sito di Rosa Selvaggia.

http://www.rosaselvaggia.com/treffen05live8.htm

naturalmente MCR ringrazia sia RosaSelvaggia webZine che OfLorenz per l'articolo sugli Ain Soph.

+++++++++++++++++++++++++++++++++

Reportage by Oflorenz

Lunedì 16 Maggio 2005

Solo l’idea che in serata vedremo i mitici connazionali Ain Soph mi consola in questo triste lunedì conclusivo del Treffen. E’ sempre malinconico l’ultimo giorno, si pensa già al ritorno in patria, nella grigia realtà lavorativa di tutti i giorni.
Ma bando alla tristezza, oggi non solo c’è Ain Soph, ma prima anche Nebelhexe e Qntal, per cui eccoci entusiasticamente in marcia verso Clara Tzenkin Park, location ove si trova l’affascinante arena del Parkbuhne. ....................................................

...........................................................................................................

Quando i Qntal terminano la loro esibizione è l’ora di trasferirsi nuovamente, in vista dell’appuntamento con il gruppo che ci renderà orgogliosi (una volta tanto) di essere italiani: Ain Soph.

Il clima fuori dall’Anker è davvero allegro e cameratesco, con ClauD E D I. che gironzola sfoggiando una colorata t-shirt di Circus Joy, mentre Albin e Marthynna di Der Blutharsch scherzano con amici e componenti del loro gruppo, e tracannano vino a turno da un pintone. Presente fra il pubblico anche Andreas Ritter di Forseti con relativa compagna, mentre la bella giornata tiene fuori dall’Anker parecchia gente, intenta a divorare wurstel viennesi e toast piuttosto che seguire le bands precedenti gli Ain Soph (per la cronaca i Novalis si stanno esibendo in questo frangente, ma purtroppo anche noi ce li perdiamo).
Quando le 22 si avvicinano il locale pian piano si riempie, e la nostra curiosità è davvero tanta: non vedo Ain Soph da tempi memorabili, e non so davvero cosa attendermi dallo show di questa sera. In realtà fin dall’intro le cose decollano alla grande: le note di “GPIIBXVI”, uno dei vecchi brani ritual-esoterici degli esordi, avvolgono la sala dell’Anker, con Spectrae che suona alcune sinistre note di flauto.
Intanto un imponente ClauD E D I di rosso vestito, con basco bordeaux e occhiali scuri, posa impettito con braccia conserte di fronte al suo synth, e via subito con “Datemi pace” ad aprire le danze, unico brano della serata tratto dal lavoro “Ain Soph” del 1992.
Il concept “Oktober”, dedicato all’Unione Sovietica, ed “Aurora”, incentrato su vicende ambientate nella Repubblica di Salò, fanno la parte del leone nel corso della serata. Ricordiamo così le imponenti “Uljanov” e “Morte e disonore” dal primo, mentre per Aurora le tracce proposte sono addirittura quattro: “White Guard”, “Amanti tristi”, “Pistolet Automatique” e l’immortale “Cuore Nero”. Logicamente questa è la dimostrazione della svolta stilistica che il gruppo ha attraversato negli ultimi anni, con “Magick” e Cabala che hanno lasciato spazio a concept albums riguardanti periodi storici assai duri ma anche affascinanti, come il comunismo sovietico od il ventennio fascista, con tutti i loro aspetti peculiari e relative contraddizioni. Di conseguenza anche lo stile musicale è passato da un dark/esoteric ambient strumentale ad un folk maggiormente basato sulla forma canzone, comunque mai piatto o scontato, anzi intriso occasionalmente di sano e geniale rumorismo in vero ed inconfondibile stile Ain Soph.
Autentico tripudio per il cavallo di battaglia “Baltikum”, proposto anche da Der Blutharsch (bella la versione cantata in italiano da Marthynna in “Time is thee enemy” !) ed anche per questo così noto qui in Germania. ClauD E D I allunga il suo piccolo synth ad un ragazzo nelle prime file, esortandolo a suonare liberamente, mentre il resto della band dilata la cavalcata strumentale con GPC al basso, Spectrae alla chitarra ed alla batteria l’instancabile Steve Stroll: l’effetto è travolgente, mi sembra di sentire i Velvet Underground al top di un bel trip nei tempi del Max’s Kansas!!
Baruffa invece quando una manciata di cd (chissà cos’erano aaaarghhh!!) viene lanciata in mezzo al pubblico, e divertentissima la cover di “Ragazzo di strada” riproposta alla grande dai nostri: il pubblico sembra apprezzare davvero questo tocco di “italianità”! (mi ricordo vagamente una versione fatta dai Corvi!)
“Sarò un giorno abbastanza puro da riflettermi nelle lacrime dei santi?” si chiede ClauD E D I. in “Lacrime e santi”. Già. Noi, da parte nostra, dopo questo show ci sentiamo puri ed incontaminati, certi di aver preso parte ad un evento quanto mai raro e speciale. Forti di cotanta certezza, ci incamminiamo verso il nostro albergo di Riebeckstrasse: la festa è finita, e se la salute ci sostiene, vi diamo appuntamento alla Pentecoste 2006, per la quindicesima edizione del più grande Goth-gathering del mondo!


Postato da: atrofact a 17:48 | link | commenti |


Commenti