AVANGUARDIA MUSICALE DAL 1984
atrofact in La Misty Circ...
utente anonimo in La Misty Circ...
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
visitato *loading* volte

Recensione tratta da www.kronic.it
DBPIT
s.u.t.u.b.
Misty Circles/Gatto Alieno
Quando gli alieni fanno miao
Ha l’aria di essere un assurdo esperimento alieno questo nuovo disco non identificato di DBPIT. Folle ed imprendibile come sempre, “s.u.t.u.b.” (special unplugged transonic urban bondage) sembra velato da un sottile quanto spesso strato di tristezza esistenziale. Una sensazione piuttosto inedita per un progetto che si è sempre distinto per bizzarria sonora di stampo extra terrestre.
La donna, o meglio, le donne coprono un ruolo fondamentale all’interno del lavoro. Se “Stinking Butterfly” ha inizio con una triste e desolata tromba, saranno il contributo vocale di Anna Consuelo ed i delicati arpeggi di LadyGreenLeaves a risollevare la grigia atmosfera. La solitudine metropolitana non accenna a diminuire con il lamento dell’onnipresente tromba e graffianti scratch sonori in “Backwards Through Iperspace”. Interessante e ben strutturata l’improvvisazione tra tromba, basso e percussioni in sede live tra Novy Svet ed O Paradis. “Dismal Future” accenna delicate linee melodiche su un rovinoso tappeto rumoroso quasi impercettibile, soffocati suoni di armonica aprono le disturbate sonorità “Time To Be Gone”, animi persi ed orientamenti spazio temporale senza direzione guidano le pazzie sonore di “Zombie Senza Meta”. Il reprise a base di arpa e voce femminile di “Stinking Butterfly” chiude il cerchio pieno di spigoli del folle trombettiere romano.
Imprevedibile, indefinibile e sfuggente. Non esiste un’immagine precisa capace di elencare le doti di questo (in)genio della musica sperimentale. Facoltà che viene qui amplificata in un contesto più minimale rispetto alla ricchezza sonora del precedente Mr. Mallory. Ma c’è una caratteristica fondamentale in “s.u.t.u.b.”. Tutte le registrazioni sono composte da suoni naturali. Niente effetti, niente samples, tutto ‘suonato’ ed opera di mente e braccia umane. Gli alieni hanno le fattezze del gatto.
www.derbekannte.com
(ALDO VOLPE)
