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venerdì, 19 maggio 2006

                                 Intervista con SPECTRE per Rockerilla
                                             (a cura di Aldo Chimenti)
 
“Mantra Voluntatis” esce come album solista di Spectre, anche se in realtà non si avvertono grosse differenze fra questa prova e gli ultimi Ain Soph. Così avrei pensato di sottoporti alcune questioni-chiave mediante cui tracciare una sorta di mappa ideale nel tuo universo di ‘musica della visione’:
 
1). L’idea di fondo.
 
Spectre- Nasce dall'esigenza di approfondire alcune mie composizioni già elaborate in passato: abbozzi musicali per Ain Soph, e altre song che avevo composto per me, ma che necessitavano di arrangiamenti definitivi. Da questo approfondimento è nato un cospicuo numero di brani del tutto nuovi: è lì che è scattata l'idea di un intero album solista.
 
2) . Le scelte stilistico-musicali (fra etica ed estetica).
 
Spectre - Sono caratterizzate dal tipo di ricerca già da me intrapresa con gli Ain Soph: unire cioè suoni elettronici, rumori di fondo, feedback e ronzii con le sonorità degli strumenti tradizionali - la chitarra, l'organo e la batteria - al fine di ottenere un arrangiamento composito, tra musica d'avanguardia e rock.
 
3). Legami fra mistica del mantra e pop-art.
 
Spectre - La musica mantra mi affascina, la ripetizione é fondamentale nelle mie composizioni. Infatti ho provato a creare delle forme modulari tipiche dei tradizionali mantra indiani ma con l'uso di accordi rock/blues. E' da questo abbinamento che s'é sviluppato quel tappeto sonoro di loop e riff ripetitivi, evolutosi poi in forme differenti: in alcuni casi in direzione di un rock decisamente elettrico e in altri di un'acustica più minimale. Entrambe gli stili ricalcano e reinventano quegli archetipi che musicalmente costituiscono la mia "eredità", il mio background, da sempre influenzato dalle grandi pop star degli anni '60/'70. Non a caso ho voluto inserire nel disco due cover ben rappresentative di quel periodo glorioso di cui Andy Warhol é - per me - in qualche modo l'icona.
 
4). Fonti liriche e testi.
 
Spectre - La scelta dei testi che ho affrontato fa parte integrante del processo compositivo, ho usato citazioni e poesie che si sposano con l'idea di fondo dell'album: l'amore, la solitudine e la morte. Io credo che il testo é gia insito in un brano e non bisogna fare altro che scoprirlo e tirarlo fuori, a volte cantato, altre volte recitato.
 
5). Il fine.
 
Spectre - Delle idee che costituiscono il tema di fondo "poetico" ho già detto: da parte mia penso di averle interpretate con un approccio più che vivo, non necessariamente tragico. "Mantra Voluntatis" è una rappresentazione dei vari stati dell'esistenza in chiave orroristica ma anche un po ironica. A sintetizzarne il concetto v'è un testo scritto da Warhol stesso - che ho voluto inserire nella copertina e in un brano dell'album - denso di bizzarre considerazioni sul matrimonio e soprattutto sull'amore, sempre meno presente nell'essere umano.
 

Postato da: atrofact a 13:54 | link | commenti |


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