
Intervista con SPECTRE per Rockerilla
(a cura di Aldo Chimenti)
“Mantra Voluntatis” esce come album solista di Spectre, anche se in realtà non si avvertono grosse differenze fra questa prova e gli ultimi Ain Soph. Così avrei pensato di sottoporti alcune questioni-chiave mediante cui tracciare una sorta di mappa ideale nel tuo universo di ‘musica della visione’:
1). L’idea di fondo.
Spectre- Nasce dall'esigenza di approfondire alcune mie composizioni già elaborate in passato: abbozzi musicali per Ain Soph, e altre song che avevo composto per me, ma che necessitavano di arrangiamenti definitivi. Da questo approfondimento è nato un cospicuo numero di brani del tutto nuovi: è lì che è scattata l'idea di un intero album solista.
2) . Le scelte stilistico-musicali (fra etica ed estetica).
Spectre - Sono caratterizzate dal tipo di ricerca già da me intrapresa con gli Ain Soph: unire cioè suoni elettronici, rumori di fondo, feedback e ronzii con le sonorità degli strumenti tradizionali - la chitarra, l'organo e la batteria - al fine di ottenere un arrangiamento composito, tra musica d'avanguardia e rock.
3). Legami fra mistica del mantra e pop-art.
Spectre - La musica mantra mi affascina, la ripetizione é fondamentale nelle mie composizioni. Infatti ho provato a creare delle forme modulari tipiche dei tradizionali mantra indiani ma con l'uso di accordi rock/blues. E' da questo abbinamento che s'é sviluppato quel tappeto sonoro di loop e riff ripetitivi, evolutosi poi in forme differenti: in alcuni casi in direzione di un rock decisamente elettrico e in altri di un'acustica più minimale. Entrambe gli stili ricalcano e reinventano quegli archetipi che musicalmente costituiscono la mia "eredità", il mio background, da sempre influenzato dalle grandi pop star degli anni '60/'70. Non a caso ho voluto inserire nel disco due cover ben rappresentative di quel periodo glorioso di cui Andy Warhol é - per me - in qualche modo l'icona.
4). Fonti liriche e testi.
Spectre - La scelta dei testi che ho affrontato fa parte integrante del processo compositivo, ho usato citazioni e poesie che si sposano con l'idea di fondo dell'album: l'amore, la solitudine e la morte. Io credo che il testo é gia insito in un brano e non bisogna fare altro che scoprirlo e tirarlo fuori, a volte cantato, altre volte recitato.
5). Il fine.
Spectre - Delle idee che costituiscono il tema di fondo "poetico" ho già detto: da parte mia penso di averle interpretate con un approccio più che vivo, non necessariamente tragico. "Mantra Voluntatis" è una rappresentazione dei vari stati dell'esistenza in chiave orroristica ma anche un po ironica. A sintetizzarne il concetto v'è un testo scritto da Warhol stesso - che ho voluto inserire nella copertina e in un brano dell'album - denso di bizzarre considerazioni sul matrimonio e soprattutto sull'amore, sempre meno presente nell'essere umano.